L’approccio nel realizzare un sito internet, rispetto a un tempo, è molto più scientifico e basato su tecniche avanzate che mirano a potenziare sempre più il coinvolgimento dell’utente, allo scopo di ottenere risultati migliori in base all’obiettivo.

Tra le tecniche utilizzate ne evidenzio tre di particolare interesse.

I Bias – Cosa sono i Bias
Si tratta di errori cognitivi, scorciatoie mentali che ognuno di noi utilizza in determinate circostanze.

Sono costrutti fondati al di fuori del giudizio critico, su percezioni errate o deformate, su pregiudizi e ideologie; utilizzati spesso per prendere decisioni in fretta e senza fatica.

Il nostro cervello usa spesso queste scorciatoie mentali, immediate, che non coinvolgono il pensiero lento, razionale (Kaleman “Pensieri lenti pensieri veloci”).  Di questi bias ce ne sono molti. Uno di questi, unicamente a titolo di esempio, è il bias definito “effetto carrozzone” (Bandwagon effect). Si tratta della tendenza che le persone adottano con un determinato comportamento, stile o atteggiamento, semplicemente perché lo fanno tutti gli altri. Più persone adottano una particolare tendenza, più è probabile che anche altre persone saliranno sul carro, che loro ritengono, dei vincitori.  Come questo ce ne sono molti altri di bias, tra cui, puoi immaginare, come alcuni di questi possano essere utilizzati con grande successo anche nel web.

 

Eye tracking
Capire dove si posa lo sguardo di un potenziale cliente, per quanto tempo e con quale frequenza, può essere molto utile per progettare un logo, per eseguire A/B test, un banner, un’immagine, per capire dove si posa lo sguardo in pagine web col fine di coinvogliare l’attenzione su elementi prestabiliti. Ecco allora che in fase preliminare è possibile eseguire dei test di eye tracking che possano darci importanti indicazioni. Vuoi sapere se elementi specifici del tuo sito funzionano? I test attraverso l’eye tracking possono portarti sulla strada più redditizia.

 

IAT (Inplicit association test – Greenwald, AG, McGhee, DE e Schwartz, JLK 1998 )
In sintesi si tratta di un test che confronta due elementi (A e B), per mezzo di associazioni implicite. Una alla volta vengono proposte delle schermate al computer con due concetti (che possono essere parole o immagini. Es: grasso/magro nero/bianco coca-cola/pepsi) e insieme vengono proposti degli attributi bipolari (Es: positivo/negativo). Sullo schermo appariranno in sequenza i concetti o gli attributi e l’utente dovrà scegliere in un tempo minimo a quale categoria appartengono cliccando un tasto del pc. Per chiarezza se volete fare una prova è possibile farla cliccando il seguente link https://implicit.harvard.edu/implicit/italy/takeatest.html

Analizzando i tempi di reazione nel rispondere al test (oltre che misurando le risposte esatte) si arriva a dedurre quale sia la forza associativa implicita, determinando quali siano le più rilevanti. Rispetto ai test classici a risposta diretta qui entrano in gioco le nostre convinzioni (idee, pregiudizi) inconsce, ovvero bypassando la nostra razionalità. Nei test/quiz classici non sempre diciamo ciò che realmente sentiamo. Magari rispondiamo in un modo ma inconsciamente andiamo da un’altra parte. Quante volta diciamo una cosa e poi ne facciamo un’altra?

Questo test è utile anche nel marketing e quindi nel web marketing in quanto molto spesso le nostre scelte d’acquisto sono automatiche, non consapevoli razionalmente. I questionari classici non sono così attendibili per spiegare le scelte d’acquisto dei consumatori.

Lo IAT nel nostro lavoro può essere molto utile in diversi ambiti tra cui:

  • Identificare in un prodotto quali sono le caratteristiche più ricercate dai consumatori. Ho fatto questo test per esempio per un’azienda dolciaria ed è emerso che l’artigianalità di quel prodotto era la caratteristica più apprezzata e riconoscibile dagli utenti. Questo ha dato delle indicazioni importanti per capire preliminarmente su cosa puntare nella comunicazione aziendale (anche nella realizzazione del sito web).
  • La scelta del logo (quali elementi prediligere)
  • La scelta del naming (come decidere un nome aziendale o di un dominio web)

 

In conclusione  l’utilizzo del neuromarketing nel web è fondamentale quando la concorrenza è alta. Pensa per esempio ad un ecommerce e a come presentare le voci di acquisto (i prodotti o servizi). Ti assicuro che l’utilizzo di tecniche di neuromarketing fa tutta la differenza del mondo.