SEO e analisi di Pareto

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SEO e analisi di Pareto

Pochi interventi seo per grandi risultati!

Oggi la concorrenza nel posizionamento siti web sui motori di ricerca è spietata, soprattutto in certi settori. Libri, webinar e corsi si sprecano sull’argomento. Cercando nel mucchio, alcuni sono sicuramente ottimi.

Un punto critico di questo lavoro è che oggi se parliamo di posizionamento siti web nei motori di ricerca , ci sono ormai una marea di aspetti da ottimizzare per salire nella serp di Google, sia on-site (all’interno del sito) che off-site (esternamente al sito).

Per ottimizzare tutti questi parametri occorre veramente tanto tempo e spesso capita che per migliorare un solo aspetto siano necessarie un numero di ore eccessive, a fronte della reale utilità di questo intervento.
Ma vale la pena soddisfare tutte le direttive seo ?

…e veniamo a Pareto!
Chi era Pareto?
Vilfredo Pareto, economista francese (ingegnere,matematico e sociologo), con padre italiano, è vissuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Ha elaborato, tra le varie cose, la teoria delle élites, per la quale chi emerge influisce sul sistema in maniera determinante fino a quando non viene rimpiazzato da una nuova élites emergente.
Joseph Juran, ingegnere elettrotecnico e consulente amministrativo rumeno-americano, nel primo Novecento, riprese queste idee di Pareto e sviluppò la teoria dell’80/20, per la quale in un sistema il 20% degli input produce l’80% degli output, mentre il rimanente 80% degli input produce unicamente il restante 20% degli output (con un margine di errore che oscilla in più o in meno del 10%).

Joseph Juran è considerato il padre del controllo di qualità (oggi molto diffuso in tutte le grandi e medie aziende).
Il noto diagramma di Pareto può essere utilizzato in molti ambiti. L’importante è valutare quali elementi di un insieme (cose, persone, parametri virtuali, decisioni da prendere, guasti ecc.), siano da considerare i più rilevanti  e per ognuno di essi dare dei valori quantitativi.
Ecco un esempio del suo grafico:
diagramma di Pareto
Ma cosa ci azzecca, direbbe qualcuno, con il discorso SEO ( Search Engine Optimization ) e il posizionamento siti web nei motori di ricerca?
Riprendendo quanto detto all’inizio, il diagramma di Pareto (teoria 80/20) ci dice che se interveniamo sui fattori più importanti (il 20% di essi), in termini SEO, andiamo ad incidere sull’80% in termini di risultati.
Excel, che quasi tutti usiamo, si presta bene per fare questo tipo di diagramma.
Il problema, se vogliamo la difficoltà, è che  l’algoritmo di Google esattamente non lo conosce nessuno (a parte gli interni a Google sul quale ci lavorano). Noi che ci occupiamo di SEO, sappiamo ciò che arriva dalle dichiarazioni di Google e dai test che ci forniscono dati empirici.

Quindi, non possiamo avere la certezza assoluta, sebbene qualcuno potrebbe dire che ci siamo vicini, di quali siano i fattori maggiormente determinanti per la SEO. Se chiedessi a 10 Guru SEO quali sono i 10 fattori più importanti nel Search engine optimization, anche se si somiglierebbero parecchio, in qualcosa differirebbero, se non altro nella percentuale di importanza.

Chi effettua test per conto proprio può arrivare a realizzare un diagramma di Pareto e poi capire, a suo giudizio, quali rappresentino il 20% dei fattori che influiscono sull’80% dei risultati, ma chi non ha questa possibilità (la maggior parte) deve fidarsi di quello che questi guru ritengono siano i fattori più importanti.

Anch’io, mi son fatto un’idea di quelle che a mio giudizio sono caratteristiche determinanti per il successo.
Ecco i 10 punti più critici per il posizionamento nei motori di ricerca :
1) Creare contenuto che gli utenti stanno effettivamente cercando.
Un must SEO è fornire esattamente il contenuto che l’utente sta cercando, nel momento in cui lo sta cercando.
Questa è la vera magia che fa funzionare la SEO. Quindi scegliere le keyword giuste in base ai volumi di ricerca e alla difficoltà in relazione ai competitor.

2) Avere un sito accessibile e facilmente leggibile dagli spider dei motori di ricerca.
Non dev’esserci nessun problema di accesso alle pagine per i motori di ricerca. Tutte le ricerche di parole chiave non hanno significano se i motori di ricerca non possono eseguire la scansione o capire il tuo sito web.
Problemi tecnici di scansione e accessibilità spesso rappresentano un fattore determinante per l’insuccesso di un sito.
Assicurati che il tuo file robots.txt non blocchi pagine o risorse importanti  e fornisci un testo leggibile e accessibile allo spider.
Assicurati che tutte le url vengano trovate e lette come importanti nella loro unicità.

3) Backlink e link interni
Anche se molti affermano che il potere dei link sia diminuito o che Google possa un giorno abbandonarli del tutto, molti esperimenti dimostrano che il loro valore è intatto e che oggi siano ancora fondamentali per il successo SEO.
Naturalmente con notevoli differenze rispetto al passato. Sconsiglio vivamente la pratica di una volta, di creare una marea di link esterni di scarsa qualità.
Oggi i backlink devono essere di qualità; lavora sull’autorevolezza, la pertinenza , la posizione ecc.
L’architettura dei link interni inoltre gioca un ruolo fondamentale, non di minore importanza rispetto ai backlink.

4) Soddisfare l’intenzione dell’utente
Come fa Google a capire se un utente è soddisfatto una volta approdato sulla tua pagina?
E’ una macchina non dimenticarlo, pertanto si basa su parametri tecnici. Tempo di permanenza, frequenza di rimbalzo, pagine per visita, tasso di conversione… Per assicurarti tutto questo c’è un modo solo; creare un contenuto congruente con la query che ha digitato l’utente e creare contenuto di qualità.

5) Unicità del contenuto
Oltre a favorire il punto 4, il contenuto unico Google lo classifica prima e gli assegna più valore sull’argomento. Anche se la tua pagina non è esattamente un duplicato esatto di qualche altra pagina (con un certo rischio di penalizzazione) ma è molto simile a tante altre, Google ci mette più tempo a classificarla e a porla eventualmente davanti nella serp dei risultati. Google fa un’opera di filtraggio per capire quali siano le migliori  e filtra le altre.

6) Competenza, autorevolezza e affidabilità
Alcuni anni fa Google ha introdotto Panda nel suo algoritmo, che utilizza l’apprendimento automatico per separare le pagine di alta qualità rispetto a quelle di bassa qualità.
Si ritiene che Google utilizzi i risultati dei quality raters (persone in carne ed ossa che a campione analizzato i siti web) per addestrare poi l’algoritmo di Google al corretto apprendimento automatico.
Sembrerebbe che venga valutata (con controlli incrociati) l’autorevolezza dell’autore, una positiva reputazione in rete, la quantità di pagine collegate alla nostra classificate bene ecc.

7) Freschezza del contenuto
Google ha ideato un sistema noto come “Query Deserves Freshness” per determinare i tipi di termini di ricerca che maggiormente traggono vantaggio dai risultati cosiddetti freschi.
Google cerca di capire quali siano i contenuti più pertinenti e aggiornati in un dato momento, per fornire una migliore risposta all’utente.
Ad esempio: età del contenuto, ultimo aggiornamento al contenuto, frequenza degli aggiornamenti, quantità di contenuti aggiornati, numero di volte  che le persone si collegano ai tuoi contenuti (una frequenza in diminuzione indicherebbe che il tuo contenuto stia diventando obsoleto), cambiamenti nelle metriche del coinvolgimento.
Aggiorna quindi il tuo sito con la frequenza necessaria per avere sempre contenuti pertinenti.

8) Click-through Rate (CTR)
Vedendo il tuo annuncio su Google, dopo aver digitato una keyphrase, quante volte l’utente ci clicca ed entra nel tuo sito?
E’ il rapporto tra il numero di visualizzazioni del tuo annuncio rispetto ai click verso la pagina del sito.
Che abbia un impatto diretto o indiretto per l’algoritmo di Google, rimane un fattore strategico per la SEO.
Per migliorare questo aspetto puoi agire su tre parametri: tag Title, Meta Description e Rich snippet.

9) Velocità di caricamento del sito
La velocità è un fattore di ranking ormai confermato.
Non c’è dubbio che sia determinante per avere un punteggio superiore.
Inoltre, Google, ha annunciato chiaramente che la velocità del sito è un fattore di ranking per i dispositivi mobili.
Quindi, grande attenzione alla scelta del fornitore hosting e all’ottimizzazione del sito in tal senso.

10) Sito responsive
Google premia i siti che si vedono e si navigano bene su tutti i dispositivi. Per la SEO è ormai un aspetto fondamentale.
Google ha recentemente anche lanciato Mobile First Indexing; ora classificherà i siti soprattutto in base a come sono ottimizzati per il tuo dispositivo mobile.

Non ti resta che lavorare su questi aspetti e avrai fatto felice te stesso e Pareto, orgoglioso di quanto ti ha lasciato.



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