Strega di Vigevano

Lo ‘strega di Vigevano’ è un liquore centenario ed anche leggendario della Lomellina.
Si narra che la vite in lomellina esistesse fin dall’antichità.

 

Già nel neolitico l’uomo inizia a cambiare l’ambiente con i suoi interventi in Lomellina.
Si racconta di una maggiore diffusione dell’uomo a circa metà dell’età del bronzo,
per poi avere una diminuzione all’inizio dell’età del ferro. Un’altra fase di aumento delle popolazioni in Lomellina si ha
poi in epoca celtica dal terzo al primo secolo a.C. per poi conservarsi fino in epoca romana.

 

I ritrovamenti di numerosi contenitori di vino utilizzati da Celti e Romani, segnalano che già a quel tempo
esisteva una produzione locale di vino.

 

Ma per arrivare alle origini di questo nobile liquore occorre giungere nella Lomellina del Trecento. In quel periodo la Lomellina
abbonda di vini e legumi, all’interno di un paesaggio di boschi incontaminati, poderi e castelli.

 

Un uomo di chiesa, cosi narra la leggenda, dal carattere schivo, solitario e un po’ scorbutico, viveva in un monastero, ma malgrado in fondo fosse un uomo buono, propenso ad aiutare gli altri,
a causa del suo brutto carattere, un po’ scontroso, diretto e propenso al litigio verbale, lentamente si attirò le antipatie di buona parte della comunità.

 

Un giorno, fu accusato ingiustamente di furto e cacciato in malo modo dal monastero.
Vagò solitario tra i boschi della Lomellina fino a trovare un casolare abbandonato. Quel casolare era disabitato da lungo tempo poiché era noto per aver ospitato in un lontano passato una strega malvagia che con la sua maledizione aveva mandato in rovina un prestigioso personaggio locale dell’epoca. Per lo mneo cosi narra la leggenda. Da allora quella casa fu considerata maleddetta e nessuno ci entrò più.
Il nostro personaggio, di cui non si conosce il nome, si stabilì in quel casolare e cominciò a coltivare la terra e tra le sue coltivazioni la vite ebbe un ruolo importante.

Riuscì a scoprire il segreto per ottenere un buon liquore che chiamò ‘Strega di Vigevano’, quasi con riconoscenza, in onore della strega che aveva abitato la sua casa prima di lui.

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