Strega di Vigevano

Lo ‘strega di Vigevano’ è un liquore centenario ed anche leggendario della Lomellina.
Si narra che la vite in lomellina fosse presente fin dall’antichità.

 

Già nel neolitico l’uomo comincia a modificare l’ambiente con i suoi interventi in Lomellina.
Si parla di una maggiore diffusione dell’uomo nel cuore dell’età del bronzo,
per poi avere un calo agli inizi dell’età del ferro. Un’altra fase di crescita delle popolazioni in Lomellina si ha
poi in epoca celtica dal terzo al primo secolo a.C. per poi mantenersi fino in epoca romana.

 

I ritrovamenti di numerosi contenitori di vino utilizzati da Celti e Romani, indicano che già a quel tempo
esisteva una produzione locale del nettare degli dei.

Ma per arrivare alle origini di questo nobile liquore bisogna spostarsi in avanti nella Lomellina del Trecento. In quel periodo la Lomellina è
ricca di vini e legumi, all’interno di un paesaggio di boschi vergini, poderi e castelli.

 

La produzione del vino è antichissima, praticamente equiparabile alla storia dell’uomo.  Ritrovamenti in Cina sono risalgono addirittura al 7000 a.c.  Ma che in Italia ci sia un certa frequenza di produzione di vino nel 300 lo testimonia per esempio la presenza  nel Museo storico di Palatinato renano, della famosa bottiglia di Speyer, ritrovata nel 1867 all’interno di una tomba romana nella zona in cui oggi è situata l’attuale cittadina tedesca di Speyer. Si ritiene che sia stata imbottigliata dai romani all’incirca intorno al 325-350 d.C.  Questo a testimonianza che già a quell’epoca,  in diverse zone d’Italia (e quindi probabilmente anche la lomellina) veniva prodotto il vino.

 

Un uomo di chiesa, cosi narra la leggenda, dal carattere schivo, solitario e un po’ scorbutico, viveva in un monastero, ma malgrado in fondo fosse un pezzo di pane, propenso ad aiutare gli altri,
a causa del suo carattere da orso, un po’ scontroso, diretto e propenso al litigio verbale, lentamente si attirò le antipatie di buona parte della comunità.

 

Un giorno, fu accusato ingiustamente di furto e cacciato in malo modo dal monastero.
Vagò solitario tra i boschi della Lomellina fino a trovare un casolare abbandonato. Quel casolare era disabitato da lungo tempo poiché era noto per aver ospitato in un lontano passato una strega
malvagia che con la sua maledizione aveva mandato in rovina un prestigioso personaggio locale dell’epoca. Per lo mneo cosi narra la leggenda. Da allora quella casa fu considerata maledetta e nessuno ci mise più piede.
Il nostro personaggio, di cui non si conosce il nome, si stabilì in quel casolare e cominciò a coltivare la terra e tra le sue coltivazioni la vite ebbe un ruolo da leone.

 

Riuscì a scoprire il segreto per ottenere un liquore succulento che chiamò ‘Strega di Vigevano‘, quasi con riconoscenza, in onore della strega che aveva abitato la sua casa prima di lui.

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